20/10/09

Voglia

Perché voglio scrivere nella lingua che non conosco molto? Magari non voglio che capisci che parlo, perché mi sento lontano da qui: sono un proprio straniero nel mio paese. Dal momento che sono nato, ho perso la malattia della solitudine. Cioè, posso fa un viaggio per tutti i continenti, per tutte le città, le diverse città, ma la mia casa non è qua. Mi chiedo tanto queste notte: dov'è la mia casa davvero? È solo il posto per andare a letto? È solo il posto per magiare qualcosa e andare via al lavoro? È solo il posto dove il sesso è più di sesso e posso decorare a mio modo? Tutte le mattine sveglio come se il giorno scorso non è mai passato. E, per questo, solo per questo, odio chi parla cattiverie sulla vita.

19/10/09

Ho tempo?

Ho tempo? Ho tempo per me stesso? Dal momento che ho svegliato, ho lavorato tutto il giorno. Adesso, nel mio orologio, sono le otto della sera e, qui, sono io, andando verso la fermata. L’unica cosa che voglio è prendere il mio l’autobus in quest'ora e tornare a mia casa. Guardo il paesaggio della finestra dei miei occhi e non vedo niente. Perché vedere non è solo essere vicino a qualcosa. È anche interferire. Io, soltanto, passo per la via e ho la paura che nessuno guardami. Non ho bisogno degli occhi suoi. Bugia.

13/10/09

Pigro?

Ho immaginato tanti paesi in miei sogni,
tanti desideri successi, tanti soldi vinti,
che ho dimenticato di vivere adesso.
Per solo una volta, ho svegliato in una notte
piena di stelle e, quindi, non ricordo più' niente.
Non sono riuscito da svegliare. Ma dai!
Nemmeno se le macchine fanno suonarsi nella via!
Allora, sono andato a letto di nuovo.
Sei pigro, chiedimi.
Non lo so. Soltanto voglio rilassarmi.

02/06/09

Desabafo para Deus

Meu Deus, por que a vida não volta? Por que os cabelos caem e a barriga cresce? Por que precisamos pagar as contas para trabalhar? Ou seria trabalhar para pagar as contas? Meu Deus, por que precisamos nos calar?

30/04/09

Neste feriado

Essa é a sabedoria animal para o dia do trabalhador.



Encontrei esse cão deitado na relva num evento ligado a data que se lembra amanhã.

Pesado

Em Paulista, município da Região Metropolitana do Recife, encontrei o exemplo abaixo.



São cerca de 20 kg que ele diz que leva em sua cabeça. Como não tinha muito tempo, não perguntei muita coisa. Nem mesmo o nome.




Ele apenas me falou que levava aquele lixo reciclável para alguma empresa. Provavelmente iria vender sua mercadoria.

04/04/09

A miei amici italiani

Sicuramente, posso sbagliare.

Ma credo che la solitudine è sempre dentro di nostri cuori. Senza caldo o fredo, questa forza è piano come il vento che, en la via, sale le vestiti delle donne. Lei aspetta la meglio ora per aprire le porte e andare a tutto i camere di nostra vita.

Dopo, come chi non capisce niente, va via.

Adesso, non sono solo e non mi sento solo, però la solitudine, quando appare, guarda mio ochio, mangia mio sorriso e non me fa parlare niente. Le lacrime scendono, quando guardava a un film, e non so perchè questo succede.

Va bene. Tutto bene.

01/04/09

A coragem que deixa o coração

Eu estou cansado, mas vale à pena citar o que me ocorreu hoje.

Liguei para uma pessoa que se dispôs a ser personagem no meu livro-reportagem. Era um paciente que está na fila de transplantes para coração em Pernambuco. Já nos havíamos falado outrora e, nessa única vez, me deu uma péssima entrevista, uma conversa em que se ventila merda pelo teto. Mas ela se achava como Alexandre, o Grande, naquilo em que chama leito de morte.

Liguei outra vez, e ela não atendeu. Tornei a ligar, e nenhuma resposta. No fim do dia, percebi que aquela pessoa havia decorado meus telefones. Liguei de outro local. E funcionou. Ela atendeu.

Percebi, então, que estava fugindo de mim. E pior: percebi que sua coragem deixou há muito seu coração. Fui direto e perguntei se queria continuar participando do trabalho. Ela veio com arrodeio de gente falsa, de gente que fala demais e se esconde no som prolixo dos substantivos.

E eu disse: infelizmente, você é o tipo que não quero neste livro. Adeus. Desliguei o telefone na cara dela.

Moral da história: estou fodido, ainda sem personagem para transplante de coração e orgulhoso ao extremo. Um defeito, é claro. Mas, pelo menos, deixei claro: valorizo esse espaço que tenho para fazer jornalismo. Claridade.