27/01/11

O estrangeiro

Va bene. Scriviamo poi in italiano. In italiano sbagliato. La mia lingua, la mia dolce lingua. Si, questa anche potrebbe essere la mia lingua. Va bene. Sono nato in Brasile, ma questo non diventa esser importante adesso. Il portoguehese? Stai parlando del portoghese brasiliano? Ho gia’ detto: sono un proprio straniero nella mia terra. Nella terra che sono nato. Oggi, per esempio. Sai con quanti ho parlato? Veramente: con quattro persone. Tutta la giornata e solo quattro persone? Si, solo quatrro. E chiedemi. Hai lavorato? Ma dai! Adesso, facciamo finta che siamo in Inghilterra. I worked hard today - not hard because my job is a bit simple. All day long, copying and pasting. Copying and pasting. Copying and pasting turns into an annoying job, at times. And you asked me, that day before tomorrow: wasn’t what you wanted? After thinking a lot, I have the answer: yes and no. I wanted it but not this way. Now I can’t get out by myself. Pater in manus tuas commendo spiritum meu.